TdR con l’Accademia Italiana della Cucina

Per noi tutte le serate di Tempi di Recupero sono speciali, le pensiamo come fossero nostre bambine ed ogni serata ha la nostra cura e la nostra passione. Più il progetto cresce e più troviamo dettagli da perfezionare e nuove strade per crescere insieme.

Nasce così l’incontro con l’Accademia Italiana della Cucina, in questo caso, per le sezioni di Faenza e quella di Imola. Molte persone aderenti sono cari amici, che conoscono Tempi di Recupero dagli esordi. Per questo è stata una alleanza preannunciata. Ed è stato naturale cercare, e trovare, due grandi chef come Marco Cavallucci (due stelle michelin per 26 anni) e Massimiliano Mascia del ristorante San Domenico di Imola (due stelle michelin), i migliori esponenti ai fornelli delle due città.

Eravamo certi che ognuno dei due avrebbe messo in gioco il meglio di se, e in effetti il menù che ne è scaturito è decisamente di alta cucina.

Il Menù
  • Crema di pane con crocchetta di animelle
  • Tartufini di fegatini di pollo con fave e pecorino
  • Riso mantecato con cipolla tostata e ristretto di sugo di arrosto
  • Germano reale ai profumi di pineta
  • Torta di ricotta con marmellata di Albicocca e gelato di ortiche e pane caramellati

I vini della serata sono della cantina dell’azienda L’Archetipo di Castellaneta:

Marasco 2016
Greco bianco 2016
Primitivo 2014
Primitivo Mistico 2014

I vini de L’Archetipo sono vinificati in purezza

L’Archetipo, si trova ai piedi della Murgia barese non lontano da Altamura e conta di oltre 50 ettari di cui circa la metà coltivati a vigneto a un’altitudine è di 320 mt. Qui trovano condizioni di massima vitalità vitigni come il primitivo e l’aglianico; ma anche gli autoctoni antichi come susumaniello, marchione e maresco su cui si sta puntando per il futuro.
Francesco Valentino Dibenedetto, agronomo e contadino sin dalla nascita, insieme alla moglie e ai figli, pratica la sua idea di viticoltura, da lui definita Agricoltura Sinergica, che parte dalla Biodinamica e si ispira a Masanobu Fukuoka, fautore del non interventismo e ricerca un rapporto più profondo tra terra, uomo e luogo. Il frutto sono vini puri, genuini e generosi, sintesi perfetta di una filosofia e un territorio intero.

Con la collaborazione di Triple “A” di Velier

 

Evento privato in collaborazione con l’Accademia Italiana della Cucina

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