Viva il pesce locale, equo e sostenibile!

Il modo in cui consumiamo il pesce si riflette direttamente sul come lo peschiamo –  e viceversa – contribuendo alla conservazione o al danneggiamento dell’ecosistema marino. I mari ci donano ossigeno, cibo, acqua, energia e regolano il clima: mantenerli sani deve essere un nostro obiettivo. Alcune pratiche come la pesca intensiva non lo permettono. Essa impoverisce e sfrutta eccessivamente l’ambiente marino, lo inquina e ne deteriora la salute. Un mare indebolito significa un pianeta e, quindi, un uomo indebolito. Secondo il rapporto dell’Agenzia europea per l’Ambiente (dicembre 2016) il 90% delle risorse ittiche del Mediterraneo è pescato al di sopra del rendimento massimo sostenibile. I motivi sono molti, tra i quali, la preferenza e la reperibilità di solo alcuni pesci, solitamente durante tutto l’anno. Siamo abituati ad andare sul sicuro e acquistare, ad esempio, salmone o pesce spada, perché sono sempre disponibili, li conosciamo bene e hanno più o meno sempre quel sapore che li rende perfetti comfort fish da cucinare a casa. Bisogna però, impegnarsi a costruire un mercato dei prodotti ittici equo!

Semplici regole per (farsi aiutare a) trattare pesce equo e sostenibile
 
Step 1

Scegliere un pescivendolo competente e disponibile a fornire tutte le informazioni necessarie come quelle previste per legge: qual è il nome di questo pesce? Da dove arriva? È stato pescato o è di allevamento? Come è stato pescato o allevato? È fresco o è stato congelato?

Step 2

Scegliere pesci di stagione, cioè quelli che non sono in fase riproduttiva, altrimenti si ostacola il ciclo vitale di quella specie. Questo approccio dà tempo alle altre specie di prosperare secondo i loro tempi.  Non scegliere pesci giovani perché solo gli esemplari che raggiungono la maturità possono riprodursi – e continuare il ciclo!

Step 3

Prediligere le specie neglette e locali, cioè pesci meno conosciuti – e spesso meno cari! – rispetto al tonno, salmone, pesce spada o dentice. Acquistare pesce nostrano evita che altre specie vengano pescate lontano e fatte viaggiare a lungo per migliaia di chilometri. Consumare i pesci meno conosciuti consente alle specie più mangiate di alleviare la pressione causata dalla notorietà. Prova a dar la precedenza a pesci negletti come sgombro, sugarello, palamita, sarda, pesce serra, zerro o lampuga. Cambiare le proprie abitudini non è facile, ma è importante farlo ed è anche conveniente per le nostre tasche!

Step 4

Cercare pesce che non sia stato lavato con acqua corrente perché ciò ne aumenta l’umidità favorendo la crescita di batteri – e, attenzione, non lo rende “più pulito” come si è portati a pensare. Il consiglio è di pulirlo a casa perché al mercato, solitamente, utilizzano l’acqua. Chiaramente se si è in grado di farlo o se il pescivendolo vi ha spiegato bene come fare. Conservarlo ad una temperatura massima di 2°, in un frigo con bassa umidità – non deve crearsi liquido sul pesce – e ben coperto perché non secchi. È indicato consumarlo entro due giorni e, si consiglia, di lasciare il pesce scoperto in frigo per un paio d’ore per far seccare un po’ la pelle prima di cucinarlo.

 
Conclusioni

Oltre alle questioni etiche e sostenibili, vi è un ulteriore aspetto fondamentale, probabilmente quello più importante per chi si appresta a mangiare un bel piatto di pesce: il sapore! Il pesce è un bene che deperisce velocemente, per cui va consumato il prima possibile. Ecco, immaginate quello pescato dall’altra parte del globo, lavato a lungo con acqua corrente – che è un male -, stoccato in frigorifero, spostato, spedito per migliaia di chilometri, spostato nuovamente ed infine esposto. Dopo tutti questi passaggi a casa vostra non durerà molto. Immaginate ora un bel sugarello locale pescato poche ore prima ed esposto sul banco poco dopo, acquistatelo, mangiatelo e vedrete la differenza!

Cartoline d’Italia: il Film (Villa Maiella)

Siamo partiti per un viaggio in giro per l’Italia alla ricerca di vecchie ricette e tradizioni (quasi) perdute. La prima tappa l’abbiamo fatta in Abruzzo, tesoro di tradizioni e bellezza, dove nonna Ginetta, fondatrice della trattoria Ristorante Villa Maiella a Guardiagrele, ci ha fatto conoscere una ricetta sorprendentemente povera e ricchissima di sapore, quel sapore avvolgente, di casa, di focolare. Siete pronti per sapere di cosa parliamo?

 

Eccovi svelata la prima cartolina d’Italia: le corde de chiochie al ragù del povero.
Il progetto Cartoline d’Italia è nato in collaborazione con il progetto Mattarello(a)way, con cui condividiamo filosofia e vision.

“Tutto nasce dal mattarelloin dialetto romagnoloe’ s-ciadùr. E’ lo strumento che porteremo in giro per il mondo durante i nostri viaggi: il mattarello away, lontano. Ma sarà anche lo strumento come via, come mezzo per conoscere persone, perché l’essenza di Mattarello(a)way è lo scambio cultural-culinario, una condivisione di cultura e cibo attorno ad un tavolo, in una sorta di gemellaggio Romagna – mondo. Quello che proponiamo è di preparare e fare assaggiare i piatti tipici della Romagna, dove le minestre fatte al mattarello la fanno da padrone e proporre un baratto culinario con chi vorrà mostrarci e condividere una sua ricetta.
Poniamo al centro le donnesono quasi sempre loro a trasmetterci l’amore per la cucina, per la preparazione, per la condivisione. Cercheremo mamme e nonne che vogliano insegnarci i loro piatti, così come è stato tramandato loro. Potremo vedere gli ingredienti e seguire la preparazione”.

La prima assemblea della Rete di Tempi di Recupero!

Il 12 aprile è stato un grande giorno per la nostra associazione perché si è tenuta la prima assemblea dei soci di Tempi di Recupero! Siamo soddisfatti di aver condiviso questo momento con voi! Anche se online, ci siamo sentiti vicini: la partecipazione, la condivisione di idee e la connessione che si crea fra i soci ci rende ogni giorno più orgogliosi e motivati. Un grande ringraziamento a tutti!

Per chi non fosse riuscito a partecipare, ecco un breve riassunto di quello che ci siamo raccontati e proposti.

 Se non siete ancora soci potete associarvi a questo link!

Le attività previste per l’anno 2021:
  • Alla promozione di contenuti sui nostri temi, come il recupero, la sostenibilità e l’enogastronomia, verranno affiancati i progetti, le idee e i prodotti del recupero dei nostri soci, che avranno l’occasione di raccontare il proprio lavoro.
  • Verranno portate avanti proposte di protocollo d’intesa legate alla mutua visibilità con associazioni con interessi e tematiche affini alle nostre.
  • A giugno, situazione sanitaria permettendo, è in programma la ripresa delle cene del recupero con qualche novità. Le serate avranno più interpreti: il cuoco in cucina, il vignaiolo in sala, e almeno un artigiano che sarà protagonista di un piatto, o più. Tutti avranno occasione di raccontare il proprio lavoro e vendere i propri prodotti.
  • Ad ottobre, situazione sanitaria permettendo, è in programma un incontro dei soci in presenza presso l’Osteria La Campanara a Pianetto di Galeata (FC). Sarà un momento per condividere le proprie idee, iniziative, conoscenze, e per conoscersi meglio. Ci sarà anche uno spazio aperto al pubblico, attraverso un mercato, degustazioni ed incontri. Seguono aggiornamenti!
  • Tempi di Recupero si è attivata per organizzare il Festival del Cinema e del Recupero verso la fine del 2021 o, molto più probabilmente, nel 2022. Lo scopo è quello di sensibilizzare un pubblico diverso e più ampio da quello che già si segue, sulle tematiche che ci stanno a cuore, utilizzando il linguaggio della settima arte.
  • È stata presentata la collaborazione con KAATAA, una piattaforma che coinvolge piccoli produttori. Coloro che si iscrivono potranno accedere ad alcuni dei servizi dell’azienda che si occuperà di tutti gli aspetti operativi riguardanti le spedizioni dei prodotti. Visto l’interesse della proposta, abbiamo in programma una riunione ad hoc con quanti interessati ai servizi di KAATAA.
  • Presentato il progetto “Cartoline d’Italia” in collaborazione con l’associazione culturale Mattarello(a)way che si occuperà di raccontare e promuovere territori italiani attraverso ricette tradizionali e della memoria.
  • È stata proposta l’organizzazione di un GAS, per la promozione dei prodotti dei soci, per i soci
  • È stata proposto di organizzare degli incontri conviviali con la preparazione di un cestino con prodotti dei soci, per merende e/o aperitivi
  • Ogni socio è invitato a sostenere la rete con le proprie idee e proposte
Come mai prima d’ora è il momento di recuperare la condivisione e la cooperazione.

L’assemblea si è incentrata proprio sul tema del costruire una rete forte, condivisa e con le idee chiare. Ogni membro ha un ruolo attivo e ogni azione condivisa ha l’obiettivo di valorizzare le persone e le materie prime, al fine di promuovere una visione sostenibile del mondo a partire dall’enogastronomia.

 

Insieme si possono raggiungere risultati importanti.

Costruire una rete significa proprio questo: creare una sinergia forte e potente. Il recupero gastronomico è cuore pulsante del progetto di Tempi di Recupero, l’elemento di condivisione che favorisce la comprensione e la vicinanza tra individui, anche fisicamente lontani fra loro. Il cibo è cultura e motore di cambiamento e insieme ne siamo i protagonisti.

La forte tradizione del Ramadan

Il Ramadan è il periodo dell’anno in cui le persone di religione musulmana praticano un mese di purificazione e spiritualità che si esprime in maniera pubblica con la pratica del digiuno. Cade il nono mese del calendario islamico, reso doppiamente sacro dall’Islàm per il fatto che è “Il mese in cui fu rivelato il Corano come guida per gli uomini e prova chiara di retta direzione e salvezza” (Sura II, v. 185).

Quest’anno è iniziato il 13 aprile e si concluderà il 12 maggio.

Benché il digiuno, durante il sacro mese di Ramadan, sia atto basilare di culto, alcune categorie di persone ne sono esentate: i minorenni non ancora puberi, le persone anziane, i malati cronici, i viaggiatori, le donne in vari momenti, come in stato di gravidanza, in allattamento, durante il ciclo mestruale e in puerperio.

Per tutti gli altri, in questo periodo è fatto obbligo astenersi da qualsiasi cibo “dal momento in cui si può distinguere un filo nero da uno bianco fino all’attimo successivo al tramonto”.

Il pasto prima dell’alba è chiamato suḥūr, e consiste di poche portate leggere, come una colazione, magari con yogurt, uova che danno senso di sazietà e frutta che contiene molta acqua. Tradizione vuole che prima dell’alba la gente venga svegliata dai giovani che corrono lungo le strade battendo sui tamburi per ricordar loro di mangiare prima della giornata di astinenza. Il digiuno, la sera, viene rotto mangiando 3 datteri seguendo l’esempio di Maometto, o pezzetti di frutta come mele e meloni. Il pasto dopo il tramonto è detto ifṭār, e deve sostenere le forze della persona durante tutta la giornata, sebbene tutto debba avvenire nel decoro e con moderazione, senza esagerazioni. Infatti, in questo mese si mangia meno della metà di un pasto solito.

Nel pasto principale serale di solito si alternano tre portate, la prima costituita da un numero dispari di datteri, la seconda da una zuppa a base di lenticchie, pollo, avena e patate. La terza portata, in genere, è la più abbondante e varia, con carne, molte verdure e formaggi. La notte, se lo si desidera, si possono consumare frutta, dolci, e bere succhi di frutta. Va sottolineato però che in alcuni Paesi vigono regole più restrittive come in Iran dove per l’ifṭār ci si può sfamare con il čai (un tè), il pane nun, il panir (un formaggio), verdura fresca, qualche dolce tradizionale e, naturalmente, datteri.

L’ingrediente principale resta, però, la convivialità: un iftar senza ospiti non è un vero iftar, perchè durante il mese del Ramadan la preghiera collettiva e il pasto conviviale sono aspetti primari, infatti uno dei caratteri religiosi più importanti per la società musulmana è l’ideale dell’ospitalità, soprattutto se legato alla condivisione sociale e alla misericordia.

Il Ramadan si conclude con la Festa della Rottura (Īd al-Fitr) di due giorni che celebra la fine del digiuno con preghiere, attività sociali e naturalmente pasti conviviali!

Pin It on Pinterest