Il nostro 2023

La progettazione di Tempi di Recupero è continua. Pensiamo al programma per l’anno, ma poi i piani vengono immancabilmente integrati, modificati, sostituiti. Le priorità rovesciate. È vero sempre, ma diciamolo, questo 2023 ci ha spiazzati più volte, soprattutto in Romagna, dove è la sede dell’associazione. Un anno che ha messo il territorio a dura prova.

È stato anche un anno di grande soddisfazione, perché la rete ha lavorato al meglio e si è rafforzata. Abbiamo creato la campagna IO BEVO ROMAGNOLO con cui sostenere i vignaioli, che consiste nel far conoscere i vini romagnoli e promuoverne l’acquisto in tutta Italia: e sta funzionando!

Con questa campagna, sosteniamo anche gli apicoltori, perché hanno perso famiglie di api, sia direttamente perché letteralmente annegate, sia per fame perché con le frane non avevano più la possibilità di alimentarsi. Più in generale la campagna sostiene il territorio, perché la difficoltà più grande è stata l’isolamento, che è stato fisico solo per pochi giorni, mentre le ripercussioni si sono sentite a lungo, creando problemi ai vignaioli, ai ristoratori e, a cascata, ai produttori.

È stato l’anno di nuove collaborazioni, nuovi incontri, tanti progetti e idee.

Tempi di Recupero è in costante crescita e le difficoltà sono sempre stimolo e occasione per nuove avventure.

Ci prepariamo quindi al 2024 con tanta energia, curiosità, idee da consolidare, da rinnovare e da progettare.

Abbiamo bisogno di ognuno di voi, la rete sta crescendo, i progetti sono molti e l’apporto di ognuno è auspicato e benvenuto. Quindi seguiteci, associatevi e partecipate attivamente!

Festival del Recupero 2023

Il Festival del Recupero è l”evento che coinvolge soci, operatori del settore enogastronomico e accademici in attività dove il recupero, la sostenibilità e il rispetto sono il comune denominatore. Le giornate hanno alternato momenti di confronto, convegni, arte, musica, ma anche attività di svago come i pranzi e le cene realizzati dagli chef e dagli osti della Rete del Recupero accompagnati da vini, gelati, cocktail e prodotti sostenibili. 

 

Tanti i partecipanti di eccellenza come gli chef Gianluca Gorini, Alberto Gipponi, Cesare Battisti e Giuseppe Gasperoni, Luca Grasselli, Giulio Gigli, Edoardo Tilli oltre che la padrona di casa Alessandra Bazzocchi, che sono stati coinvolti nelle Cene del Recupero presso l’Osteria la Campanara e il ristorante daGorini; insieme a loro i gelatieri, tra i quali, Giulio Rocci e Stefano Guizzetti, Jessica Galletti e Giovanni Occhialini, che hanno portato a Pianetto di Galeata gelati da abbinare ai menu dei grandi chef e laboratori del gelato, anche con preparazioni estemporanee per il pubblico del Festival del Recupero.

Hanno accompagnato le giornate e le Cene del Recupero i vini delle cantine del recupero che partecipano anche al mercato e quelli di ospiti amici, come Gravner, Foradori, e Barraco, sostenendo così il progetto IO BEVO ROMAGNOLO di cui l’associazione Tempi di Recupero è promotrice. Immancabili quindi gli associati vignaioli, come Villa Venti, Menta e Rosmarino, Villa Papiano e tanti altri, che nel territorio romagnolo hanno visto quest’anno una particolare difficoltà che a Pianetto portano le loro migliori produzioni.

Tra gli artigiani che hanno animato il Mercato del Recupero: Cioccolato Disidente realtà colombiana etica e sostenibile , Acetaia San Giacomo storica acetaia reggiana,  Wilden Herbals con le tisane e le bevande, e naturalmente gli amici apicoltori come Pula che produce anche zafferano e La Via del Colle, che affianca e diversifica le produzione con una filosofia avanguardista tra vigna, miele e produzioni agricole. Inoltre saranno con noi gli amici della casa editrice indipendente Quinto Quarto.

Sono stati protagonisti anche i bartender: Monica&Tonica, nome d’arte di Stella Palermo, racconta i prodotti e il mediterraneo attraverso i suoi cocktail nelle cene e in diversi momenti delle giornate; due appuntamenti fissi con Federico Ercolino del 19.86 con cocktail dedicati a Faenza e Paolo Dianini bartender dello Stravinskij Bar dell’hotel De Russie di Roma.

L’apertura del Festival del Recupero è stoato affidato alla Cena dei Sindaci della Valle del Bidente: Francesca Pondini – sindaca di Galeata -, Daniele Valbonesi – sindaco di Santa Sofia -, Claudio Milandri  – sindaco di Civitella -, Tonino Bernabè – Presidente Romagna Acque – e Piero Lungherini – Promozione Romagna Acque – che hanno cucinato supportati dagli chef, Alessandro Portolani, Alessandra Bazzocchi e Giulio Rocci. L’obiettivo raggiunto è stato quello di raccogliere fondi per supportare le realtà romagnole colpite dall’alluvione, dalle frane, dalla grandine e l’APS Tempi di Recupero.

 

Il sabato sera si sono sdoppiati gli appuntamenti, nel borgo ha luogo il BBQ del Recupero in compagnia dei BBQ Geeks, Matia Brighi e Giovanni Cuocci de La Lanterna di Diogene, mentre all’Osteria La Campanara c’è la cena a tema cucina circolare, con gli chef: Cesare Battisti (Ratanà, Milano), Luca Grasselli (Cascina Lago Scuro, Stagno Lombardo) e la padrona di casa Alessandra Bazzocchi.

Il Pranzo della domenica è stato nel Chiostro del Borgo con i piatti proposti da osterie e ristoratori soci della Rete di Tempi di Recupero, come Ristorante Trippi (SO), Trattoria dell’Acciughetta (GE), Osteria Ophis (AP), Osteria da Oreste (RN), La Sangiovesa (RN), I laghi (MO) e ritroveremo anche oggi La Lanterna di Diogene (MO). E per la cena due proposte con protagonisti di grande eccellenza: all’Osteria La Campanara di avvicendano Giuseppe Gasperoni e Alberto Gipponi insieme al gelatiere Giulio Rocci, mentre daGorini cucinano Gianluca Gorini, Giulio Gigli ed Edoardo Tilli con il gelatiere Stefano Guizzetti.

 

Da non perdere l’incontro dedicato alla gestione dell’acqua e del territorio con il contributo di Romagna Acque, le riflessioni sul Sangiovese di Romagna, il laboratorio sull’olio Evo “la qualità nel tempo”, il concerto rock acustico di Light and Scars e la performance “Conseguenze dell’acqua” dell’artista Laura Rambelli, i trekking organizzati con Trail Romagna.
Quest’anno anche una speciale lezione di cucina circolare e consapevole la domenica mattina in compagnia di  Alberto Gipponi del ristorante Dina e Carla Brigliadori di Chef to Chef, per noi azdora di eccellenza

 

Il filo conduttore delle tematiche che sviluppiamo è come sempre la Consapevolezza, punto cardine che connota la nostra Associazione, introdotta apertamente dal libro Il Chilometro Consapevole scritto da Carlo Petrini e Carlo Catani ed edito da Slow Food Editore nel 2022. Per sostenere e implementare il sentiero segnato dal libro, abbiamo riunito i contributori e ulteriori esperti, protagonisti assoluti delle tematiche di consapevolezza di propria competenza. Gli eventi come il Festival sono l’occasione di incontro e confronto anche per i protagonisti della tavola rotonda permanente di chilometro consapevole. 

 

Argomento portante del Festival del Recupero 2023 è il recupero del territorio e la gestione dell’Acqua. E’ lo stesso tema dell’anno scorso, a testimoniare che il tema che avevamo sentito urgente è sempre più determinante alla luce delle avversità di questo anno, in romagna certo, ma su registri simili in tutto il mondo.

Quindi sono al centro: Acqua come risorsa da tutelare, ma anche da cui tutelarci, con l’obiettivo di costruire con essa un equilibrio simbiotico e sostenibile. Territorio, la cui gestione e tutela sono il luogo in cui si giocano i temi futuri. Ovvero gestione dei versanti, aridocoltura, rimboschimento progettato, manutenzione degli alvei.

Il Festival del Recupero nasce dalla volontà degli associati, chef, osti, artigiani, gelatieri, bartender e vignaioli, di creare nuove sinergie, fortificare i messaggi condivisi, e realizzare nuovi progetti e collaborazioni professionali. E in effetti questi due anni hanno visto nel Festival del Recupero un terreno fertile. I numeri della manifestazione sono in crescita e, dalle 500 presenze dell’edizione che abbiamo chiamato “zero” del 2021, si è passati ai più di 2000 accessi del 2022, confermati anche per questa edizione 2023. 

Le attività del Festival vanno inoltre a implementare la raccolta fondi messa in atto dall’Associazione Tempi di Recupero di sostegno ai soci danneggiati dall’alluvione e dalle frane, che è focalizzata su tre attività:

  1.     il sostegno dei soci ristoratori colpiti dall’alluvione in maniera diretta o indiretta, attraverso il coinvolgimento diretto all’evento o tramite l’acquisto di voucher per giornalisti e opinion leader
  2.     il sostegno di soci vignaioli colpiti dall’alluvione in maniera diretta indiretta, attraverso il coinvolgimento diretto all’evento o tramite l’acquisto dei loro vini, oltre che alle coperture delle loro quote associative.
  3.     Il sostegno ai soci artigiani apicoltori per il ripristino delle famiglie perse o alla diffusione di strumenti anche editoriali per un’apicoltura rigenerativa.

 

Un ringraziamento particolare e doveroso alla Proloco di Galeata e alla Proloco di Pianetto che sono partner ideali per qualunque evento e forza motrice delle tre giornate. A Roberto Casamenti, Alessandra Bazzocchi e a tutto lo staff della Campanara che per tre giorni si prodiga affinché vada tutto al meglio. E alla Sindaca di Galeata Francesca Pondini che ha da subito creduto nel progetto sostenendolo organizzativamente e non solo

La Romagna e l’alluvione

Ci siamo organizzati per dare una mano attivamente!

Questo fine settimana siamo andati a Slow Fish per raccontare cosa sta succedendo in Romagna, al di là delle
immagini televisive e dei social che sono state utilissime per portando la testimonianza di associati e amici e
delle difficoltà che stanno riscontrando soprattutto nelle zone collinari.

Siamo andati con delle magliette promozionali che abbiamo proposto per sostenere il territorio romagnolo. “Bevo bene e sostengo le terre alluvionate” e “Io bevo romagnolo” è il claim che abbiamo preparato e che abbiamo indossato con grande successo in questi giorni a Genova. Nelle giornate dell’evento abbiamo sensibilizzato più persone possibile, durante gli incontri, i laboratori e nelle chiacchiere.

E’ nato così l’accordo tra Tempi di Recupero e Slow Food Italia, attraverso il quale segnaleremo le criticità dei nostri soci ma anche quelle di tutto il territorio per portare avanti la campagna sull’acquisto di vini e prodotti romagnoli.

Lo abbiamo pensato nel suo insieme e senza uno scopo benefico diretto. In questo caso infatti, vogliamo promuovere il territorio nel suo insieme, con le proprie caratteristiche e specificità, creando possibilità in più per vendere il frutto di lavoro e passione che caratterizza buona parte della Romagna. Slow Food Italia proporrà “Io Bevo Romagnolo” alle osterie della sua rete (circa 1800 realtà) per acquistare e proporre ai propri clienti i vini romagnoli.

Nell’incontro con Slow Food Italia ci è stato promesso che l’associazione coinvolgerà inoltre le condotte sul territorio italiano promuovendo gruppi di acquisto e acquisto in primeur di vini, ortaggi, trasformati, miele, formaggi, ecc…

Inoltre durante la cena che abbiamo organizzato per Slow Fish il 3 giugno insieme allo staff di Quelli dell’Acciughetta e Dispensa Franciacorta, i nostri ospiti hanno deciso di devolvere il ricavato della serata per sostenere i territori alluvionati. Un menu strepitoso, in cui si sono incontrati pesci di mare e pesci di lago, con il limone come filo conduttore.

Ecco cosa abbiamo raccontato per descrivere la situazione sul territorio.

Partiamo dalla situazione delle città: sono state colpite quasi tutte quelle della Romagna, in forma più o meno grave, ma lasciando tantissime persone senza più i beni materiali e soprattutto i ricordi della loro vita. Per le persone di una certa età il danno è ancora più grande di quello che possiamo qui raccontare. In tanto sono ora senza casa, sfollati e molte di questi, pure senza un lavoro, dato che non esiste più. In alcuni casi, come a Faenza, alcuni hanno subito 2 alluvioni in meno di 15 giorni e sicuramente la loro capacità di ripartire è messa a durissima prova. Le fognature sono inoltre intasate dai fanghi a seguito dei lavaggi effettuati per liberare case e cantine e questo fa sì che ogni minima precipitazione non trovi sfogo e allaghi nuovamente le strade.

Per quanto riguarda la collina e la montagna le difficoltà sono spesso dirette, e parlano di allagamenti e frane che hanno portato via il lavoro e le produzioni, anche future. Ma si parla anche di difficoltà indirette, perché molti non possono raggiungere i luoghi di lavoro, come i vigneti e le cantine. A proposito di quest’ultimi, talvolta i produttori non riescono a fare i trattamenti necessari, mettendo a rischio la produzione annuale a causa della peronospora e oidio che certamente saranno molto presenti a seguito delle forti precipitazioni.

Ma i problemi non si fermano qui, e parliamo di isolamento, perché le persone che normalmente vengono in Romagna per trascorre qualche ora, per il fine settimana o le vacanze, si stanno tirando indietro con la conseguenza di contrarre l’indotto consueto.

Il che coinvolge a cascata molti produttori, di ogni categoria enogastronomica. Molti produttori, infatti, riforniscono un mercato principalmente locale, e se questo non sarà in grado di effettuare gli ordini consueti, a causa delle disdette, anche i produttori si troveranno con una contrazione delle vendite. Enormi sono i problemi legati in generale anche al settore ortofrutticolo, dove i fanghi argillosi stanno soffocando gli alberi da frutto, i seminativi e gli ortaggi. E se per seminativi e ortaggi i danni potrebbero essere recuperati nell’anno successivo, la morte degli alberi da frutto e delle viti richiederà diversi anni per poter ripartire.

Gli allevamenti di grande e piccola taglia hanno avuto danni gravi sia per la moria degli animali che per le produzioni bloccate. E con ciò si parla di animali per il consumo diretto, ma anche per la produzione di latte e latticini, e di uova. E non ultimo, l’emergenza delle api che nelle alluvioni sono decedute perché non in grado di nutrirsi o si sono disperse perché i favi si sono allagati. Questo metterà a rischio tutte le future impollinazioni e sarà un ulteriore grande problema.

Per quanto riguarda il turismo, si sta verificando un forte fenomeno di disdette e abbandono, soprattutto negli agriturismi delle località collinari. Ciò è ovviamente inevitabile per coloro che desiderano fare escursioni e trekking perché le difficoltà a prefigurare percorsi agibili e piacevoli sono oggettive. Purtroppo, accade anche per coloro che generalmente frequentano questi luoghi per rilassarsi nel fine settimana. E stesso andamento negativo per coloro che utilizzano questi luoghi come punti di partenza per visitare le città d’arte o le mete enogastronomiche.
Queste località, pienamente attive e con le strade percorribili, andrebbero sostenute e supportate. A maggior ragione perché, come abbiamo visto, il problema non è solo della singola attività ricettiva ma dell’indotto che essa genera.
Come abbiamo visto per quanto concerne il mare, dopo le disdette dei week end immediatamente vicini all’alluvione, oggi reggono decisamente, anche per la forte comunicazione che ha supportato le informazioni sulla sicurezza dei luoghi, tanto che la stagione è considerata prospetticamente salva. Riteniamo imprescindibile supportare e comunicare con la stessa efficacia anche riguardo al turismo delle zone collinari, gioiello della regione.

Abbiamo discusso di tutto ciò anche con Alessio Mammi, Assessore all’Agricoltura e Agroalimentare, Caccia e Pesca della Regione Emilia Romagna che ci ha parlato di circa 3000 frane di cui circa 1000 di entità importante, oltre che di una vastissima area di pianura che sarà inevitabilmente da bonificare. Anche a lui abbiamo raccontato delle iniziative e della promozione che stiamo portando avanti e ci ha confermato l’intenzione di appoggiare tutte le nostre attività.

Quello che si evince è un quadro ampio e complesso che lascia poco spazio all’immaginazione e la necessità di attivarsi immediatamente. Facendo qualche riflessione prospettica, siamo convinti che questa potrebbe essere un’occasione per ripensare le produzioni e le colture più in linea con i tempi, magari con meno bisogno di acqua, e più adatte a fronteggiare i cambiamenti climatici.​

I Vignaioli del Recupero: custodi delle tradizioni e della sostenibilità della terra

La rete dei Tempi di Recupero aggrega ad oggi 50 Vignaioli del Recupero, artigiani e produttori italiani impegnati al rispetto della vita della terra, delle piante e dell’uomo

 

Il progetto di Tempi di Recupero è iniziato un po’ per caso ed è cresciuto nel tempo con una accelerazione costante. Passo dopo passo siamo diventati una rete consapevole e sostenibile che si rafforza ogni giorno con eventi e collaborazioni sempre più interessanti ed efficaci. Quest’anno festeggiamo i 10 anni del progetto che ha assunto forme definite e trasversali. “Da quando è nata l’Associazione Tempi di Recupero” ci racconta il fondatore e attuale Presidente Carlo Catani “abbiamo posto particolare attenzione alla collaborazione con gli Artigiani Consapevoli e Sostenibili ed in particolare ai Vignaioli che sono inevitabilmente i primi custodi di una terra viva e di qualità”

I Vignaioli, infatti, sono stati protagonisti di Tempi di Recupero fin dai primi incontri. Inizialmente per accompagnare le cene, hanno avuto un ruolo sempre più determinate nella rete. I Vignaioli sono custodi del territorio, delle pratiche agricole, e delle tecniche ancestrali e innovative che accompagnano la produzione del nettare degli dèi, ognuno secondo le proprie attitudini e sensibilità.

 

Partiamo oggi con una campagna che racconta nello specifico il lavoro dei Vignaioli dei Tempi di Recupero, e dei cambiamenti e delle opportunità che la rete ha messo in azione per i produttori e per rafforzare la rete: vogliamo che i protagonisti e le opportunità si moltiplichino!

 

Vi racconteremo del progetto ANsomigaFORA, attraverso il quale un gruppo di Vignaioli coraggiosi ha cominciato ad utilizzare anfore georgiane per la vinificazione, scambiandosi informazioni ed esperienze e creando vini di grande personalità, ognuno con il proprio carattere, e che ha aperto la strada a nuovi modi di rapportarsi al vino in cantina ma anche in vigna. Vi racconteremo le esperienze di Vignaioli che grazie a questo progetto hanno modificato il proprio modo di vinificare, creando prodotti di grande piacevolezza proposti nei grandi ristoranti del mondo. Vi racconteremo di come è cresciuto l’apprezzamento di vini autoctoni anche in regioni lontane. E racconteremo di produttori che sono volati all’estero attraverso i ristoratori della Rete o gli incontri delle Fiere in cui partecipiamo come gruppo e che hanno di fatto tracciato nuovi canali di vendita.

Infatti, proprio le enoteche e i ristoratori, sia in Italia, come nel resto dell’Europa, nel Nord America, e in Asia, sono sempre più attenti ai produttori che lavorano in modo sostenibile, che garantiscono qualità dei loro prodotti, longevità dei vini e la tutela delle loro terre, anche facendo fronte alle difficoltà imposte dai cambiamenti climatici, a partire dalla carenza idrica. E la nostra Rete di Recuperatori garantisce l’approccio consapevole alle produzioni enogastronomiche, e non solo.

Quello che scriviamo ogni giorno è il racconto di una Rete forte e in crescita, in cui ognuno di noi è un mattone importante. Unisciti alla Rete dei Tempi di Recupero!