Sei annoiato a casa? Prepara lo yogurt!

Ci stiamo tutti preparando a trascorrere le prossime strane settimane con un po’ di incertezza e indecisione non sapendo bene cosa possiamo fare e dove possiamo andare. Ad ogni modo, la nostra unica certezza è che sicuramente trascorreremo molto più tempo a casa. Il lato positivo è che potremo rallentare la nostra routine e concentrarci su ciò che abbiamo sempre deciso di posticipare, come sistemare quel quadro che giace in cantina da mesi, riparare il lavello per bene, pulire a fondo la casa – sì, anche il ripiano lassù in alto che non vede nessuno- o leggere quel libro di fisica quantistica che ci è stato regalato a Natale. Tra le attività quotidiane che possiamo riscoprire c’è sicuramente la nostra alimentazione.

Quando è stata l’ultima volta che vi siete preparati una colazione come Dio comanda? Quanti rapidi caffè e cornetti abbiamo trangugiato prima di correre in ufficio? Ecco, ora sicuramente avremo del tempo per riscoprire alcuni piaceri, tra i quali quelli di fare una ricca e soddisfacente colazione con i nostri cari. Per questo motivo, vi racconteremo come preparare a casa un alimento sano, buono, amato da grandi e piccini e che non può mancare sulle vostre tavole: lo yogurt. 

Procedimento

Lo yogurt è molto semplice da preparare e può essere anche divertente farlo con i bambini, ma attenzione ovviamente alla parte in cui si usano i fornelli.
Ingredienti:
   1 l di latte fresco intero biologico
   1 vasetto di yogurt intero da 125 gr

Scaldate il latte in un pentolino antiaderente, avendo cura che la temperatura non superi i 40°C. Utilizzate un termometro da cucina e cercate di mantenere la temperatura ideale di 37-38°C. Questo processo serve ad attivare la fermentazione che rischia però di fermarsi se la temperatura aumenta troppo.

Rimuovete dalla superficie del latte la patina che si è creata e ponete un cucchiaio di yogurt naturale intero a temperatura ambiente in 7 vasetti o in un recipiente di vetro grande. Aggiungete poi qualche cucchiaio del latte bollito e mescolate il tutto prima di aggiungere il latte restante riempiendo tutti i vasetti.

Sigillate i vasetti con della pellicola naturale – come questa qui fatta con la cera d’api –  e avvolgeteli in una coperta per circa 8 ore in un luogo lontano da correnti d’aria e sufficientemente caldo (ad il forno spento oppure sui termosifoni se sono ancora caldi). Quando lo yogurt è pronto mettetelo in frigorifero e aspettate tra le 12 e le 24 ore per consumarlo e calcolate che scadrà dopo circa una settimana. 

Ecco qui il vostro yogurt casalingo! Non consumate uno dei vasetti in modo da poterlo utilizzare per il vostro nuovo yogurt!

We are all ready to spend the next strange weeks a little bit uncertain and hesitant since we don’t really know what we can do and where we can go. However, our only certainty is that we are going to spend more time at home. The positive side of this situation is that we will be able to slow down a bit and to focus on what we have always been postponing, as hanging that paint that is getting older in the basement, fixing the sink for real, cleaning the house deeply – even that shelf up there that nobody can see – or reading that book about quantum physics received for Christmas. Among the many daily activities that we can rediscover, there is for sure how to feed ourself properly. 

When was the last time you prepared a proper breakfast? How many coffees have you drunk quickly before heading to the office? Now, we will have more time to revalue some pleasures like having a good and healthy breakfast with our loved ones. That’s the reason why we will explain you how to make at home a good and healthy food usually loved by youth and elder that cannot miss on your tables: yogurt.

How to make yogurt

It is very easy to prepare and can be funny to make it with kids, but be careful when you have to use the stoves.
Ingredients:
   1 l of organic fresh whole milk
   1 jar of whole yogurt (125 g)

Heat the milk in a non-stick saucepan, making sure that the temperature does not exceed 40° C. Use a kitchen thermometer and try to maintain the ideal temperature of 37-38° C. This process is used to activate fermentation, which however risks stopping if the temperature rises too much.

Remove the patina that has been created from the surface of the milk and place a spoonful of whole natural yogurt at room temperature in 7 jars or in a large glass container. Then add a few tablespoons of the boiled milk and mix everything before adding the remaining milk.

Seal the jars with natural film – like this ones made with beeswax – and wrap them in a blanket for about 8 hours in a place away from drafts and sufficiently warm (in the oven off or on the radiators if they are still hot). When the yogurt is ready, put it in the refrigerator and wait between 12 and 24 hours to consume it and calculate that it will expire after about a week.

Here is your homemade yogurt! Don’t consume one of the jars so you can use it for your new yogurt!

Ode alla frutta e alla verdura brutta

Vi è mai capitato capitato di trovare un limone con le corna? Due carote abbracciate l’una all’altra come due amanti? Una mela con la buccia sbiadita come al primo giorno di mare dopo mesi trascorsi chiusi in ufficio? O magari una melanzana con il nasone che ricorda un po’ le opere di Arcimboldo? Molto probabilmente no, se acquistate frutta e verdura al supermercato, forse, se andate dai contadini. 

Una ricerca condotta dall’Università di Edimburgo sottolinea come ogni anno circa 50 milioni di tonnellate di prodotti agricoli in tutta Europa vengano scartati perché “troppo brutti per essere venduti”. Ma cosa si intende per “brutti”? Che cosa fa parte di questa categoria e che cosa no? Chi ha il permesso di mettersi in mostra sugli scintillanti banchi del supermercato e chi invece viene tristemente scartato? Sono, ahimè, tutti i prodotti esteticamente imperfetti che, secondo il trend globale, risultano essere poco attraenti per i clienti. Stiamo parlando di frutta e verdura “deforme”, segnata dalle intemperie o mangiucchiata da qualche insetto. 

Come mai accade questo? In fin dei conti, una mela è sempre una mela, giusto? Secondo Jonathan Bloom, un giornalista americano, «esiste una specie di problema dell’uovo e della gallina: i supermercati dicono che non vendono questo tipo di frutta e verdura perché la gente non le compra, mentre le persone ti dicono che vorrebbero comprarle ma che i supermercati non le vendono. E poi c’è ancora una convinzione viscerale per cui siamo convinti che un cibo dall’aspetto perfetto non ci farà male».

Ecco 6 buone ragioni per supportare l’empowerment dei prodotti agricoli “brutti”!

Bello o brutto, il prodotto è sempre lo stesso.
La qualità non si basa solamente sull’aspetto estetico. 

Se siete un po’ pigri, può essere più comodo. 
Pensate a due carote cresciute avvinghiate: bene, ne mangerete/taglierete/cucinerete due allo stesso tempo!

Magari non è bello, ma sicuramente è più simpatico. 
Non ne siete convinti? Date un’occhiata al limone che sembra un tenero riccio e ne riparliamo. 

Fa bene all’ambiente.
Perché buttare via ogni anno circa 50 milioni di tonnellate di prodotti agricoli in tutta Europa solo perché “brutti” è un po’ troppo.

Siete fan degli anni ‘80 e delle sculture commestibili e delle composizioni esagerate a centro tavola?
Con i prodotti “brutti” non dovrete neanche imparare ad intagliarli. Saranno loro stessi a diventare i protagonisti della vostra creazione. Proprio così, come natura li ha fatti. 

Anche noi non siamo perfetti, eppure c’è comunque qualcuno che ci vuole bene. 
Ecco, perché non dovrebbe valere lo stesso per la frutta e la verdura?

Se ancora non siete convinti, vi invito a guardare le seguenti foto e a farvi conquistare da questi teneri prodotti agricoli!

Il cambiamento climatico in 12 numeri

Il cambiamento climatico è sicuramente uno dei temi più attuali, ma tra chi nega la sua esistenza, le fake news e i dati scientifici si rischia di fare un po’ di confusione. Abbiamo raccolto 12 numeri che ne descrivano l’impatto. Un po’ di questi li conoscerai già, altri meno, ma tutti dovrebbero farci riflettere sul da farsi.

1,5° – 2°
E’ la soglia massima di riscaldamento prevista per evitare impatti gravi sugli ecosistemi. L’obiettivo è anche ridurre le emissioni di gas serra del 100% entro il 2050. 

1,1° 
Secondo il WMO la temperatura media globale è già salita di 1,1°.

2080 gigatonellate
Sono la quantità di emissioni di anidride carbonica prodotte dal 1870 al 2016. La CO₂ rappresenta oltre il 75% delle emissioni causate dall’uomo ed è il principale responsabile dell’aumento della temperatura. 

44%
La concentrazione di CO₂ nell’atmosfera è cresciuta del 44% dall’era pre industriale e del 26% dalla Conferenza di Rio del 1992.

1 trilione di tonnellate
Secondo la FAO, è il quantitativo di CO₂ che le foreste assorbono in totale. Il doppio di quello che c’è nell’atmosfera.

129 milioni di ettari
E’ la superficie di foreste scomparsa tra il 1990 e il 2015. Un’area che equivale al Sud Africa.

6000 miliardi 
Secondo uno studio di Nature (2015) erano gli alberi sulla terra prima della rivoluzione agricola. Ora se ne contano circa la metà.

5 millimetri
E’ il tasso di aumento annuo del livello del mare dal 2014 al 2019.

780000 Km² 
Dal 1993, ogni 10 anni, è la superficie dei ghiacciai artici che si sono sciolti provocando un innalzamento annuale del livello degli oceani di 3,3 mm.

40%
Secondo l’ONU, se non si cambierà approccio, nel 2030 avremo esaurito il 40% dell’acqua dolce. Tra il 1948 e il 2004 si è verificato un caldo di almeno un terzo dei fiumi più importanti del mondo a causa delle alte temperature e dei prelievi dai bacini idrici.

-50%
Il cambiamento climatico potrebbe portare ad una riduzione delle produzione agricola del 50% entro il 2050. La perdita di materia organica dei terreni è responsabile del 20% delle emissioni di CO₂ nell’atmosfera.

700 milioni
Sono le persone che, secondo il WWF, entro il 2030 saranno costrette ad emigrare per effetto dell’aumento della desertificazione. Anche l’area mediterranea è a rischio, compresa l’Italia. 

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The climate change is one of the most current topics nowadays, but we can get a little bit confused because of who denies it, fake news and scientific data. We collected 12 scientific numbers that describes the impact of climate change. You know some of them, others not, but all of them should make us think about what to do from now on.

1.5° – 2°
It is the global warming limit established by the scientific community in order to avoid serious impacts on ecosystems. The goal is to reduce greenhouse gas emissions by 100% within 2050.

1.1°
According to the WMO, the average global temperature has already raised by 1.1°.

2080 gigatonnes
It is the amount of CO₂ produced from 1870 to 2016. The CO₂ represents over 75% of human emissions and it is the main responsible of the global warming.

44%
The CO₂ concentration in the atmosphere raised by 44% since the pre-industrial age and by 26% by the Earth Summit in Rio in 1992.

1 trillion tonnes
According to the FAO, it is the amount of CO₂ that the forests absorb in total. The double of the amount of CO₂ in the atmosphere.

129 million hectares
It is the forested area disappeared from 1990 to 2015. This surface is equivalent to South Africa.

6000 billions
According to Nature (2015), that was the amount of trees before the Agricultural Revolution. Now we only count 3000 billions.

5 millimeters
It is the annual rate of sea level increasing between 2014 and 2019.

780000 square kilometers
Since 1993, every 10 years, it is the surface of the Arctic glaciers that has melted causing an annual raise of the level of the oceans of 3.3 mm.

40%
According to the UN, if we won’t change our approach, we will consume the 40% of freshwater by 2030.

-50%
Climate change could reduce our agricultural production by 50% within 2050. The loss of organic matter in the soil is responsible for the 20% of CO₂ emissions in the atmosphere. 

700 millions
According to the WWF, those are the people that will be forced to migrate by 2030 because of the increase of desertification. The Mediterranean area is in danger, Italy as well. 

Semplici idee per riutilizzare le bucce degli agrumi

Sebbene stiamo vivendo una stagione invernale un po’ insolita, è proprio questo il periodo dell’anno in cui le differenti varietà di agrumi imbandiscono le nostre tavole. Pensate a quanti ne consumiamo nei più disparati modi! Ad esempio una spremuta di arancia o pompelmo a colazione, un’insalata con del cedro o degli spicchi di arancia, il succo di limone come condimento, un mandarino dopo i pasti o come snack. Se ci pensiamo bene però, a parte il grattugiare le scorze, utilizziamo quasi esclusivamente la polpa e mai le bucce. Ecco perché qui di seguito vi descriveremo alcuni semplici utilizzi degli agrumi “esausti”, per non gettarne  via neanche un pezzetto!

Profumare

Siamo quasi sicuri che tutti noi, soprattutto da bambini, ci siamo divertiti a far seccare le bucce – di arancia o mandarino solitamente – sui termosifoni per profumare la casa. Provate a tagliuzzare e ad inserire le scorze secche all’interno di sacchetti di tessuto e vedrete che funzionano perfettamente come deodoranti per i cassetti e scarpe maleodoranti.

Fumate o vivete con chi fuma e detestate l’odore pungente che rimane in casa? Bene, mettete le bucce secche di cinque limoni in un piattino e poi bruciatele. L’odore dovrebbe assorbire la puzza di fumo presente in casa!

Fai da te: candele profumate
Tagliate tutta la parte superiore dell’arancia ed estraete la polpa senza rompere la scorza. Ora riempite la parte interna con la cera per candele e inserite uno spinto per l’accensione: la candela è pronta!

Pulizia di casa

Le bucce di limone sono ottime per sciogliere il calcare dai tappi dei lavandini, dagli erogatori delle docce o dal bollitore dell’acqua. Immergete le superfici con il calcare in un contenitore con acqua bollente e scorze di limone tritate per circa un’ora.

Il limone è inoltre molto utile per pulire le superfici sporche di grasso, quindi provate a strofinare la buccia di limone – o arancia – sulle padelle unte, fornelli e posate, il forno, la caffettiera e la teiera, o anche il lavandino.

Fai da te: detersivo
Ecco una ricetta: 400 grammi di scorze di agrumi, 300 ml di aceto bianco, 200 grammi di sale fino e 800 ml di acqua del rubinetto. Dopodiché, mettete le scorze, tagliate a pezzi piccoli, in un frullatore, aggiungete solo 400 ml di acqua e iniziate a frullare il tutto. A questo punto, mettete il composto ottenuto in una pentola con la restante acqua e gli altri ingredienti, mescolate e fate bollire per circa 10 minuti. Infine spegnete e frullate nuovamente se il composto non risulta abbastanza denso.

In cucina

Quando pelate l’agrume cercate più possibile di separare la parte bianca della scorza dalla parte colorata, che è quella con il gusto e gli aromi migliori. Le bucce più spesse si possono utilizzare per fare le scorze candite ricoperte di cioccolato. 

Altrimenti, ponete le bucce su una superficie piana – piatto o vassoio – e lasciatele a seccare per qualche giorno a seccare vicino ad una stufa o ad un termosifone. Ora potete decidere di conservarle in un vasetto di vetro intere per poterle utilizzare ad esempio quando fate una crema pasticcera. Oppure potete frullarle finemente in un mixer fino ad ottenere una polvere che potrà essere utilizzata per torte, pasta frolla, cocktails e creme.
Potete inoltre preparare marmellate oppure o un drink come il Limoncino o l’Arancino.

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Even if we are experiencing an unusual winter season, this is the period of the year where different varieties of citruses appear in our house. Meditate on how many we consume everyday! For instance, think about orange or grapefruit juice for breakfast, salads with orange slices or citron, lemon juice as condiment, tangerine after the meals or as a snack. If we think about it, except for the peel, we usually eat only the flash. That’s why we are going to show you some easy ways to use the peel, in order not to throw away any part of the fruit!

Perfume

We are quite sure that many of us, especially when we were kids, had fun in making dry peels on the heater in order to perfume the house. Try to cut the peels in little pieces, let them dry and put them in fabric bags, and you will see how they perfectly work as deodorants for drawers and stinky shoes.

Do you smoke or someone who you live with smokes and you hate that pungent smell in your house? Well, put the dry skins of 5 lemons in a little plate and burn them. The smell should cover and absorb the smoke!

DIY: candles 
Cut away the top of an orange, extract the flash paying attention not to break the skin. Now, fill it in with wax and put a wick on the top. The candle is ready!

Housecleaning 

Lemon peels are good for cleaning limescale from sinks, showers or kettles. Immerse the surfaces covered with limescale in a container with hot water and minced lemon peels for around one hour. 

Lemon is also very effective for cleaning fat, so try to rub greasy pans, burners, ovens or sinks with some skins. 

DIY: detergent
Here is a recipe: 400 grams of citrus peels, 300 ml of white vinegar, 200 grams of salt and 800 ml of tap water. Cut the skins in small pieces, put them in the mixer with 400 ml of water, and blend them all. Now put the mixture in a pan with the other 400 ml of water and the other ingredients, and stir and make it boil for 10 minutes. Turn off the burner and blend it again if it is not thick enough. 

In the kitchen

When you peel the citrus try to cut away the white part as much as possible and to keep only the colored side. The thickest skins can be candied and covered with chocolate. 

Now put the skins on a flat surface – like a plate or a tray – and let them dry for few days next to a heating source. When they are ready, you can decide to keep the whole pieces or to blend them in a mixer in order to obtain a delicious powder. Both of them can be used for making cakes, creams or cocktails. 

You can also make jams or drinks as Limoncino or Arancino. 

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