Azdora romagnola

E’ una delle figure fondanti dell’immaginario romagnolo – ed emilano con le rezdore – in quanto fu la regina del focolare, la colonna portante della famiglia e la “reggitrice” che presiedeva al governo della casa. Al giorno d’oggi è un personaggio che sta velocemente scomparendo a causa del rapido cambiamento di usi e costumi. Tuttavia, alcune azdore resistono e di nuove ne nascono, impersonando uno degli ultimi baluardi della conoscenza enogastronomica del territorio. A noi di Tempi di Recupero, piace identificare con questa mitica figura tutte/tutti coloro – chef o cuoche/i amatoriali –  che si ergono a  custodi delle tradizioni e le tramandano alle generazioni future.

 

Chi sono le azdore?

 
 
 
Come riconoscere le azdore
  • è l’anima della ristorazione del territorio, tradizionale e peculiare tradizione, tradizione, tradizione…alla perfezione
  • stende la pasta con il mattarello
  • anche se non è una cuoca di professione, non si spaventa a dover sfamare 30 commensali
  • nel suo cibo ti ci ritrovi, ti ricorda i pranzi dalla nonna di quando eri bambino
  • è romagnola, ma è una figura fondamentale e storica in tutta Italia. E’ solo chiamata con altri nomi
  • spesso trascorre più tempo in cucina ad accudire i suoi manicaretti che a tavola con gli ospiti

L’azdora è figura mitica ritrovabile sotto altre vesti in tutta la penisola. E’ stata l’equilibrio e il conforto di migliaia di famiglia italiane che si sono affidate a queste instancabili donne per godere al meglio la vita casalinga. Vi sono le adzore che invitano i parenti ad osservare e ad apprendere le lore ricette, e quelle, invece, che “guai a te se ti avvicini mentre sto creando la mia sinfonia di piatti!”. Al giorno d’oggi la sua figura è più un ricordo che una realtà, in quanto i tempi cambiano e gli usi anche. Tuttavia, recuperarne le conoscenze culinarie e di gestione degli ingredienti è un aspetto fondamentale per la cultura e la storia di qualsiasi luogo. Le azdore sono patrimonio ed emblema e vanno tutelate. Non più come “reggitrici” del focolare domestico, ma con il nuovo ruolo di archivi culturali – e viventi – di un popolo.  

L’azdora recuperatrice

E’ la recuperatrice per eccellenza! La cucina è il suo regno, nel senso che monitora ogni singolo prodotto fresco o da dispensa che transita da quelle parti. Ha una conoscenza e un’adattabilità tale da essere in grado di utilizzare qualsiasi cosa per preparare un delizioso manicaretto. Che siano foglie di cavolfiore o croste di parmigiano, saprà sempre cosa farne. I tempi duri della guerra e del dopoguerra le hanno insegnato che nulla ci viene regalato. Ne deriva che il recupero in cucina non è una scelta, ma una necessità e un comportamento intrinseco nella loro natura di azdore. E proprio questa caratteristica ci può re-insegnare che il recuperare non è uno sforzo o una decisione, ma un approccio automatico ed innato in ognuno di noi.

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