Una settimana per raccontare insieme quello che ci sta a cuore
Una settimana all’insegna della convivialità, della sostenibilità e del gusto
Una settimana per sentirci tutti parte di una rete globale con lo stesso obiettivo: il recupero

Tutto questo, e molto altro, è Tempi di Recupero Week, il progetto di Tempi di Recupero che ha preso forma nell’autunno 2019 con la volontà di festeggiare la rete di ‘recuperatori’ creata dalla nostra associazione. Ci siamo chiesti, come fare a coinvolgere contemporaneamente chef, osti, azdore e gelatieri da tutto il mondo a cucinare i loro piatti del recupero? E abbiamo trovato la risposta nella TdRWeek, un evento che celebra il recupero e che avvicina chi crede in una cucina più etica e sostenibile! A un anno di distanza la famiglia dei ‘recuperatori’ si è allargata e ha accolto anche i vignaioli.

Tempi di Recupero
Quella del 2019 è stata una prima edizione entusiasmante e sorprendente che ci ha regalato tante emozioni: non vediamo l’ora che inizi la TdRWeek 2020

che si terrà da sabato 21 a domenica 29 novembre, per vedere tanti ‘recuperatori’ nuovamente all’opera! Lo scorso anno l’evento ha riscontrato un grande successo e ha coinvolto 180 partecipanti da tutto il mondo: la maggioranza, data l’origine del progetto, arrivava dall’Italia, ma non sono mancate le adesioni – ben 32! – da paesi stranieri, sintomo di un interesse crescente e di una sensibilità diffusa verso i temi a noi cari.

Ristoranti e osterie, tra cui 16 Stelle Michelin e 21 Chiocciole Slow Food, insieme a enoteche, gelaterie e pizzerie, scuole e privati appassionati, hanno contribuito a rendere questa settimana indimenticabile! Non meno importanti sono stati tutti coloro che hanno scelto di celebrare il recupero da commensali, animando le serate da veri recuperatori golosi. Ci siamo divertiti e abbiamo visto e assaggiato eccellenti esempi di recupero! A Londra Cristiano Meneghini di Tongue ‘n Cheek ha preparato degli originali ‘patties’ di cuore di bovino; a New York Michele Casadei Massari ha proposto degli spaghetti con un particolare sugo di piccioli di melanzane, mentre Alessandro Trezza ha fatto un recupero degli avanzi di vino e croste di formaggio con un interessante risotto.

In Italia, il tri stellato chef Mauro Uliassi, ci ha deliziato con l’ossobuco di mare;

lo chef Stefano Ciotti, una stella Michelin, ha recuperato i noccioli dell’oliva Ascolana in un brodo, da accompagnare al cefalo e alla sua bottarga. Il talentuoso chef Gianluca Gorini ha dato sfogo alla sua creatività in un menù del recupero che ha proposto in due serate memorabili. Lo chef Marco Visciola ci ha stupito con ‘Il merluzzo dalla testa alla coda’, un intero menù – dall’antipasto al dolce! – dedicato al pesce tipico della tradizione ligure. Non sono mancati i prelibati piatti casalinghi delle azdore come la zuppa contadina di fagioli e castagne, o i passatelli della tradizione in brodo di bucce di patate. E quale miglior esempio di pizza del ‘quinto quarto’, se non quella preparata da Davide Fiorentini, con vellutata di gambi e foglie di broccolo romanesco e coppa di testa.

Tempi di Recupero

I desideri dei più ghiotti sono stati esauditi dai gelati del recupero, al gusto: quello al pane secco di Stefano Guizzetti di Ciacco, o allo zabaione integralista dei gelatieri di Ottimo! Buono non basta. Insomma, è stato un recupero per tutti i gusti! In più, grazie al contributo di tutti voi, abbiamo fatto una donazione alle associazioni Food for Soul, no-profit fondata da Massimo Bottura e Lara Gilmore per combattere lo spreco alimentare, e Food for Change, progetto Slow Food per contrastare il cambiamento climatico.

Anche la Week Home Edition, l’edizione digitale della settimana del recupero lanciata in Italia durante il lockdown di primavera, ha riunito virtualmente decine di esponenti del mondo della ristorazione, della cultura e cuochi amatoriali in nome della sostenibilità: il recupero non si è fermato!

È un anno di grandi difficoltà per tutti, e i ristoratori sono tra le categorie economicamente più colpite e hanno bisogno del supporto di tutti: la nostra parte è impegnarci nel rafforzare la rete dei recuperatori. La Week 2020 sarà diversa perché le modalità si adatteranno al nuovo modo di fare ristorazione: se non potremo andare al ristorante a gustare i piatti del recupero, saranno loro a venire da noi, con l’asporto e la consegna a domicilio, per farci vivere le cene della TdR Week in sicurezza e a distanza, uniti dalla buona cucina. Ciascuno di noi è invitato a partecipare e a dare il suo contributo durante questa settimana, pensata per farci sentire tutti parte di un cambiamento delle pratiche quotidiane: non solo chi si impegna a cucinare, ma anche chi sceglie di degustare con curiosità i piatti del recupero!

Ma cosa succede durante la TdR Week?

Innanzitutto si recupera! E lo si fa cucinando! Chiunque voglia unirsi ai ‘recuperatori’, non deve far altro che diventare un Socio del Recupero (quest’anno ad un prezzo agevolato con la promozione covid), decidere in quali giorni organizzare il suo pasto speciale, e lasciarsi ispirare dal proprio estro per comporre un personalissimo menù a base di piatti del recupero. Sono proprio i piatti a raccontare il recupero: degli avanzi del giorno prima, che sono trasformati in un nuovo delizioso piatto; del quinto quarto – di carni, pesci e verdure – che è valorizzato da una preparazione creativa; e della tradizione che viene riscoperta con le sue ricette perdute e gli ingredienti rari.

L’invito a prendere parte alla Week è rivolto a tutti!

Per un esponente della ristorazione, o per chi ama dilettarsi ai fornelli, è un’occasione per trasformare la propria cucina in un laboratorio del recupero: preparare un piatto del recupero rappresenta un atto concreto a dimostrazione che una cucina più sostenibile e giusta è possibile, sia a casa, sia nei ristoranti. Per un appassionato di cibo e sostenibilità la TdR Week è un’opportunità unica per scoprire i piatti originali del recupero, pensati per essere buoni per il nostro palato e per il pianeta.

 
Attraverso un menù del recupero possiamo scoprire le pratiche sostenibili che possono contribuire quotidianamente al cambiamento.
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